Volo AirAsia, recuperati 40 corpi nel Mar di Giava

Continuavano oramai da giorni le ricerche, purtroppo vane, dell’aereo partito dall’Indonesia e sparito nel nulla nel giro di pochi minuti. Nella giornata di oggi l’aereo militare indonesiano è riuscito a intravedere “un’ombra” in fondo al mare di Java, molto somigliante alla forma del mezzo scomparso nei giorni scorsi. A comunicarlo è stato il direttore dell’Agenzia nazionale dei soccorsi, durante una conferenza stampa. Oltre ai resti di un aereo, nel mare di Giava sono stati ritrovati 40 corpi, tutti privi di vita. Il numero delle vittime continua ad aumentare di ora in ora, e le speranze di trovare dei sopravvissuti sono ormai pressoché nulle.
Dagli USA è poi giunta una nave, un cacciatorpediniere che aiuterà nelle ricerche e nel recupero di quel che resta dell’aereo dell’Air Asia, qualora fosse confermato che i resti appartengano proprio a quest’ultimo. Ad annunciarlo è stato John Kirby, portavoce del Pentagono, tramite il suo account Twitter. La primo ipotesi è stata naturalmente quella secondo cui il mezzo potrebbe essere sul fondo del mare, anche se al momento non c’è alcuna conferma e le ricerche non hanno ancora portato a nulla.
Il volo era partito dall’Indonesia intorno alle 7:55 locali e sarebbe dovuto giungere a Singapore entro le 12:30, ma quando sono sopraggiunti i primi cambiamenti climatici il pilota ha comunicato a chi di dover la propria intenzione di salire di quota per evitare una brutta perturbazione. Quando i tecnici di controllato hanno risposto alla sua richiesta, un paio di minuti dopo, non hanno però ricevuto alcuna risposta e da quel momento l’aereo è sparito nel nulla. L’attesa dei familiari dei passeggeri è straziante, da giorni non hanno idea di cosa sia accaduto ai propri cari e pregano affinché un miracolo li riporti a casa sani e salvi. Una ragazza di 22 anni, figlia del pilota del mezzo, ha scritto un’affettuosa dedica al padre sul proprio profilo Facebook, che diceva: Ridatemi il mio papà, lui deve stare con me.